GIOIELLI DI CAPELLI

Tra i suoi (di Giorgio IV) effetti personali ho trovato una prodigiosa quantità di capelli femminili, di tutti i colori e di tutte le lunghezze, alcuni ancora coperti di cipria e pomate”

George Wellington

Braccialetto di capelli con miniature di William e Mary d’Inghilterra

Giorgio IV non era un serial killer ante litteram, ma una persona che sapeva, come tutti nella sua epoca, che i capelli sono eterni: basta pensare alle molte mummie che abbiamo visto nella nostra vita e ai brividi che ci provocano sempre quei ciuffi di capelli ancora attaccati alla cute disseccata, cose caparbiamente vive su un corpo morto, come a ricordarci che, un tempo, ciò che guardiamo con orrore era una persona come noi. I capelli sono anche simbolo di forza (Sansone diventa innocuo quando perde i propri ricci), di seduzione (basta pensare ai quadri dei Preraffaeliti), a volte di vendetta, come nel racconto di Bram Stoker, “Il segreto dei capelli d’oro”, in cui una fluente chioma bionda torna dall’aldilà per punire l’assassinio di una donna per mano dell’amante traditore.

I capelli sono ciò che materialmente resta di una persona che lascia questa terra; sono ciò che non cambia nel passaggio tra la vita e la morte. Il ricordo e l’amore sono i concetti a essi collegati e, prima dell’avvento della fotografia, una ciocca di capelli manteneva vivo il ricordo e l’affetto, non necessariamente per un defunto; ad esempio, le ragazze creavano album con i capelli delle proprie compagne di scuola, accompagnate da frasi e dediche. Nel XIX secolo venivano addirittura prodotte speciali cartoline di San Valentino su cui incollare una propria ciocca di capelli da spedire all’amato/a.

Pagina di scrapbook con capelli di famiglia

I gioielli composti di capelli e spesso uniti a materiali preziosi come oro e gemme diventarono popolarissimi da metà Ottocento in poi, nonostante fossero già apprezzati prima del 1500. Anche il poeta inglese John Donne, infatti, fa riferimento a un bracciale di capelli in una delle sue poesie, “La Reliquia”:

Quando scoperchieranno la mia tomba

Per fare posto a qualche nuovo arrivo

(Vezzo imparato dalle donne, questo,

Far da letto a più d’uno), e un braccialetto

Di lucenti capelli attorno a un osso

Scorgerà chi ci scava, non vorrà

Lasciarci stare in pace, giudicando

Che è una coppia d’amanti che lì giace,

E quello un espediente sopraffino

Per potersi – le anime – incontrare,

In quell’estremo giorno indaffarato,

A quella tomba, e stare lì un pochino?

Bracciali di capelli

Una delle cause dell’esplosione di popolarità dei gioielli di capelli fu che gli artigiani e i produttori di parrucche si ritrovarono senza lavoro quando le parrucche indossate dai nobili passarono di moda. Creare gioielli con i capelli fu per loro un modo di reinventarsi rimanendo più o meno nello stesso campo. All’inizio i gioielli di capelli erano creati in collaborazione con maestri orafi, che montavano le ciocche su oro e le decoravano con perle o pietre preziose ed erano, più che emblemi funebri simboli d’amore tra due persone. C’erano addirittura compratori di capelli umani che giravano per le campagne per acquistare i capelli dei contadini o persuadere le donne a farseli tagliare in cambio di chincaglieria.

L’evoluzione nell’arte degli hairworks (uso il termine inglese, più conciso ed elegante) fu rapida nel XVI secolo, perché diventarono più economici e, addirittura, un passatempo casalingo, visto che spesso le donne intrecciavano da sole i capelli che avrebbero poi portato dagli orafi per la montatura. Intorno al 1760, in Inghilterra e sul continente, il mercato di massa dei gioielli commemorativi e funebri fu invaso dai capelli, di solito incollati su avorio o vello a comporre scenette simboliche. Era diffusa la variante di intrecciare il crine di cavallo ai capelli umani per renderlo più resistente e usarlo per comporre gli hairworks più intricati e di grandi dimensioni. Un accostamento apprezzato era il crine nero e bianco, intrecciato a catene d’oro.

Collana di capelli

L’età d’oro per i gioielli di capelli, sia in Europa che in America, fu il XIX secolo.

Gran parte dell’hairworks si basava sulla moda lanciata dai regnanti, trovando nella Regina Vittoria, che dava sfogo alla propria natura sentimentale inserendo capelli del defunto Re Albert in medaglioni, spille e braccialetti, la sua massima espressione. Data la natura intima del gesto, conservare i capelli era importante quanto regalarli. Sempre la Regina Vittoria ricorda come la Principessa Eugenia si fosse commossa fino alle lacrime per aver ricevuto un bracciale fatto con i capelli della sovrana inglese. Tra i regnanti e i nobili di varie epoche appassionati di gioielli fatti con i capelli si ricordano i cortigiani di Carlo II (circa 1660 la regina Henrietta Maria (1609-1669), la Duchessa di Portland (1715-1785). Anche Napoleone aveva una catena da orologio fatta con i capelli della moglie, l’Imperatrice Maria Luisa.

Tra gli hairworks, quelli francesi tendono a essere i più apprezzati per la loro raffinatezza e delicatezza: infatti, in Francia i prezzi rimasero alti e non si sviluppò mai un mercato di massa aperto anche ai i meno abbienti, perché i gioielli di capelli non ebbero mai la popolarità che incontrarono in Inghilterra. Gli hairworks francesi, quindi, così come quelli dell’Est Europa, mantengono una certa grandiosità, spesso espressa in set coordinati di bracciali, orecchini e collane di capelli. All’Esposizione di Parigi del 1855 fu addirittura creato un ritratto a grandezza naturale della Regina Vittoria fatto interamente di capelli, un omaggio appropriato per la sovrana diventata un simbolo di questo stile di gioielleria.

Proprio per quanto riguarda l’Inghilterra, gli hairworks erano associati soprattutto al lutto, e moltissimi si dedicavano a questa arte. La concorrenza in questo campo, nel XIX secolo, era agguerrita; cataloghi gratuiti, sconti, musei permanenti presso gli orafi erano i mezzi più usati per attirare i clienti. Fra i più famosi si ricordano Shuff, Cleal, Fosser, Bakewell, Lee.

TECNICHE

Data la natura del materiale, non era difficile vedere ragazze e signore impegnate a intrecciare capelli per farne gioielli sedute in salotto, in compagnia delle amiche. Gli hairworks erano un passatempo femminile quanto il lavoro a maglia e anche per questo godettero di una grande  popolarità in tutta Europa.

Le tecniche usate erano essenzialmente quattro:

Lavoro a tavolino/ intreccio

Orecchini realizzati con la tecnica dell’intreccio

Era impiegato un tavolino con un buco al centro al quale erano fissati i capelli, tenuti in posizione con dei rocchetti. A questo punto i capelli, dopo essere stati contati e posizionati sul tavolo, venivano intrecciati come normali fili. Se si voleva ottenere una forma cava, ad esempio per un paio di orecchini sferici, i capelli erano intrecciati attorno a uno stampo o del fil di ferro. Era importante usare capelli molto lunghi dato che, a forza di intrecciare, si otteneva un “filato” lungo circa la metà dell’originale. La maggior parte degli hairworks più antichi è stata creata con questa tecnica.

Tavolozza

Spilla del periodo Georgiano

Molto semplicemente, i capelli erano lavorati nella forma desiderata (fiori, uccelli, immagini simboliche) su una tavolozza simile a quella di un pittore. Di piccole dimensioni, questi lavori erano poi messi sotto vetro e incastonati nel gioiello.

Dipinto color seppia

Medaglione con dipinto color seppia

Paesaggio realizzato solo con capelli sovrapposti a dare un aspetto tridimensionale

Popolare già prima del 1700 e per tutto il 1800, questo tipo di gioielli era realizzato su avorio o vetro. Di solito le scene e le linee più sottili erano realizzate in inchiostro e i capelli erano usati solo come abbellimento, ma in opere più raffinate il dipinto è realizzato completamente da strati di capelli. Le scene ritratte mostravano paesaggi, urne funerarie e donne in abiti classici in atteggiamento dolente; grande importanza avevano poi le immagini simboliche, come i cuori intrecciati, il cane per indicare fedeltà del/la vedovo/a, uccelli per evocare la vita eterna e così via.

Fiori e corone

Corona di capelli

Se un gioiello non è abbastanza, immaginate un intero, enorme quadro fatto di capelli. Le corone, composte di fiori di capelli intrecciati attorno a un bastoncino e tenuti fermi con filo metallico, erano sistemate dentro cornici profonde, su un fondo di velluto o seta ed erano messe in mostra come veri e propri quadri. Le corone avevano di solito la forma di un ferro di cavallo lasciato aperto in alto in modo da poter aggiungere fiori di capelli a piacimento. In realtà le corone non erano fatte solo per fini commemorativi, ma potevano essere composte anche dai capelli di amici, famiglie, classi scolastiche ecc.

Dalla seconda metà del XIX secolo, i gioielli di capelli iniziarono a perdere popolarità, e già intorno al 1930 erano praticamente in disuso. Oggi sono molto ricercati da un certo tipo di collezionisti, e possono raggiungere cifre da capogiro per gli esemplari più raffinati. Attualmente c’è un certo revival di quest’arte, a cui si dedicano alcuni artisti come, ad esempio, Kate Kretz.

“My young lover”, capelli ricamati e intrecciati su cuscino di Kate Kretz

“Hermaphroditic romanticism”, capelli, grafite e acrilico su carta di Kate Kretz

Annunci

5 pensieri su “GIOIELLI DI CAPELLI

  1. Ciao,
    dopo aver letto questo articolo (e gli altri sul tuo blog, che è stato aggiunto immediatamente tra i preferiti) sono arrivata a chiedermi: che significato potrebbe avere regalare una ciocca di capelli a qualcuno adesso, nel 2012?
    Personalmente lo interpreterei come un segno forte, un pezzo di me, per te. Essendo donna, poi, donare una ciocca di un elemento così importante della mia immagine dovrebbe essere recepito dall’altra parte come un messaggio incisivo e romantico. Ma sarei una di quelle folli che venderebbe la sorella per uno di quei medaglioni, quindi non faccio testo…
    Volevo sapere, se ricevessi un regalo del genere come reagiresti?

    • Ciao Dani, grazie per il commento e per la domanda! 🙂
      Se devo essere sincera, non so come reagirei; di sicuro sarebbe un regalo molto originale! Diciamo che preferirei una ciocca “sciolta”, magari tenuta insieme da un nastrino, piuttosto che un gioiello intero che mi sentirei in dovere di indossare. Concordo comunque sull’incisività del messaggio! 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...