WEIRD VINTAGE 3 – LA MORGUE DI PARIGI

Morgue di Parigi, 1880.

Questa è l’unica fotografia esistente, scattata nel 1880, della Morgue di Parigi, il famoso obitorio aperto al pubblico che diventò per molti parigini  del secolo scorso fonte di svago e brividi di paura a buon mercato: i corpi, infatti, venivano  lasciati in vista dietro una vetrata in modo che eventuali conoscenti o familiari potessero riconoscerli. Indimenticabile è la descrizione che  Zola fa della Morgue di Parigi nel suo “Thérèse Raquin“:

Quando (Laurent) entrò, un odore insapore, di carne lavata di fresco lo disgustò e gli fece scorrere brividi per tutta la pelle; l’umidità delle pareti sembrava aggiungere densità ai suoi vestiti, che pendevano pesanti dalle sue spalle. Si diresse difilato al vetro che separava i cadaveri dagli spettatori e, premendovi contro il volto pallido, si mise a scrutare. Davanti a lui si stendevano file di lastre grigie e, su di esse, i corpi nudi formavano macchie verdi e gialle, bianche e rosse. Mentre alcuni mantenevano la loro naturale condizione nella rigidità della morte, altri sembravano grumi di marcescente carne sanguinante. Dietro a essi, contro il muro, pendevano alcuni miserabili stracci, gonne e pantaloni, che si raggrinzivano contro il nudo gesso“.

Esorto quelli che ancora non l’hanno fatto a leggere questo bellissimo romanzo di tradimento e omicidio, anche perché la descrizione di Morgue e cadaveri non si ferma qui!

 

Annunci

MADEMOISELLE GABRIELLE

Mi fa piacere aprire il blog con un tema molto caro agli amanti di tutto ciò che va sotto il nome di weird: i cosiddetti freaks, le meraviglie umane che facevano rimanere a bocca aperta i visitatori dei   sideshow, spettacoli messi a corollario di quelli principali nei luna park o nelle fiere.

Mademoiselle Gabrielle, oggi, non è una dei freaks più celebri, ma penso che, una volta viste le sue foto, la grazia e lo spirito di ferro che trapelano dai suoi occhi saranno ricordati da molti. Almeno, a me è successo così!

Mademoiselle Gabrielle Fuller nacque nel 1884 a Basilea, in Svizzera, e cominciò la sua carriera esibendosi all’Esposizione Universale di Parigi nel 1900. In seguito tentò la sorte imbarcandosi per l’America, dove lavorò per il Dreamland Circus Side Show, i Ringling Bros. e Barnum & Bailey. Fu travolta dai guai giudiziari quando l’agente teatrale con il quale aveva iniziato una breve carriera nel vaudeville la portò in tribunale per rottura del contratto e, dopo quattro anni di battaglie legali, la donna rimborsare il suo ex agente con ben 2.000 dollari.

Non era comune per i freaks raggiungere la ribalta del vaudeville, dove spesso era proprio la bellezza di cantanti e attrici ad attrarre in sala il pubblico, ma Mademoiselle Gabrielle era un caso a parte.   Dotata di una bellezza notevole, affascinante, di ampia cultura, sicura di sé, era convinta di non dovere invidiare nulla alle altre donne. Per fare risaltare le proprie grazie amava stringersi in corsetti che accentuassero le curve, indossare gioielli raffinati e indulgere in tutti gli orpelli vittoriani più in voga. Grazie alla dignità che trapelava dalla sua persona, sembra che il pubblico si rapportasse a lei con reverenza, al contrario di quanto avveniva con gli altri freaks, spesso visti come un veicolo attraverso cui riaffermare il proprio senso di normalità e di appartenenza. 

Gli uomini la trovavano bellissima e facevano la fila per corteggiarla: non sorprende, quindi, che Gabrielle si sia sposata tre volte. Proprio a causa di questi frequenti   cambi anagrafici, però, è difficile rintracciare notizie sui suoi ultimi anni, e la sua data di morte è sconosciuta.

Una curiosa testimonianza che la riguarda arriva da un numero della rivista London Life datato 16 Febbraio 1929. In un articolo intitolato “Limbless people I have met”, lo scrittore Wallace Stort (che si auto definisce “lover of the limbelss”) tratteggia un breve ritratto di Gabrielle, inserendolo tra le descrizioni di donne senza gambe o braccia da lui conosciute.

Ho visto Gabrielle, che ha trascorso quasi tutta la vita in America, durante una mia precedente visita negli U.S.A. alcuni anni fa. E’ sui 40 anni e, per molto tempo, è stata considerata il perfetto esempio delle cosiddette “donne con metà corpo” celebri nei freak shows. Scendendo lungo i fianchi, è una donna dalle proporzioni stupende. Al di sotto non c’è nulla e il suo tronco termina elegantemente poco al di sotto della vita, senza alcun moncherino”.

Un’ultima curiosità: Nel suo “La fin du monde”, Blaise Cendrars sembra ispirarsi proprio a Mademoiselle Gabrielle nel tratteggiare il personaggio della Présidente. Come Gabrielle, anche Cendrars era nato in Svizzera, ed è possibile che, da giovane, abbia sentito parlare o abbia addirittura visto la donna in uno dei suoi spettacoli.