LINCOLN, IL SOVRANNATURALE E IL TRENO FANTASMA

Abraham Lincoln, un Presidente spiritista.

“Circa dieci giorni fa sono andato a dormire presto. Sono sprofondato in fretta nei sogni. Sembrava che su di me fosse calata un’immobilità simile a quella della morte. Poi ho sentito dei singhiozzi sommessi, come se molte persone stessero piangendo. Pensai di aver lasciato il mio letto per vagabondare al piano di sotto. Lì il silenzio era interrotto dagli stessi penosi singhiozzi, ma le persone che li emettevano erano invisibili. Vagai di stanza in stanza; non c’era nessun essere umano in vista e, nonostante ciò, al mio passaggio incontravo i soliti suoni luttuosi. Tutte le stanze erano illuminate; ogni oggetto mi era familiare, ma chi erano le persone che piangevano come se il loro cuore si stesse spezzando? Ero confuso e allarmato. Cosa poteva significare tutto questo? Determinato a trovare la ragione di una situazione così misteriosa e sconvolgente, arrivai fino alla East Room.

Davanti a me stava un catafalco su cui giaceva un corpo avvolto in abiti funebri. Attorno a esso stavano soldati che fungevano da guardie; e c’era una fila di persone, alcune con gli occhi tristi fissi sul cadavere, il cui viso era coperto, altre che piangevano da fare pietà.

“Chi è morto alla Casa Bianca?” domandai a una delle guardie.

“Il Presidente – rispose – E’ stato ucciso”.

E, a queste parole, dalla folla salì un’esplosione di dolore tale, che mi riscosse dal mio sonno. Quella notte non ho più dormito. E, nonostante fosse un sogno, non ha smesso di perseguitarmi”.

Questo sogno premonitore, raccontato da Lincoln alla moglie Mary Todd e all’amico Ward Hill Lamon, incaricato di vegliare sulla sua sicurezza, mostra come la vita del Presidente sia stata costellata di visioni, premonizioni, fantasmi; perfino la sua morte entrerà nel regno del paranormale.

Oltre al sogno riportato sopra, Lincoln ebbe numerosi incontri col paranormale; tra i più celebri, una strana esperienza con uno specchio poco dopo aver vinto le elezioni ed essere diventato Presidente degli Stati Uniti.

Provato dalle emozioni della giornata e dalle fatiche elettorali, Lincoln crollò su una poltrona nella sua camera da letto, vicino alla quale stava uno specchio. Quando gettò uno sguardo sulla superficie lucida, gli parve di vedersi sdoppiato: la punta del naso era ad almeno tre centimetri di distanza da quella di un altro viso, identico al suo ma dal colorito livido, spettrale, come quello di un cadavere.

Nonostante sua moglie Mary non fosse stata testimone di questo fenomeno, avanzò un’interpretazione suggestiva: il primo viso, identico a quello reale, indicava che Lincoln avrebbe terminato il suo primo mandato; quello simile a un fantasma indicava che sarebbe stato rieletto, ma non avrebbe mai portato a termine il secondo mandato.

Lo stesso Lincoln, fatalista convinto, era sicuro che sarebbe morto in modo improvviso e violento.

Willie Lincoln, il figlio prediletto.

Un episodio particolarmente doloroso, se non il più doloroso della sua vita, fu la morte del figlio prediletto, Willie, a soli 12 anni. Da quel momento Lincoln affermò di sentire la presenza del bambino in tutta la casa e nel suo studio, e molte testimonianze raccontano di come l’uomo fosse solito tenere d’occhio la porta del suo studio, come se da un momento all’altro si aspettasse di vedere entrare Willie che spesso, quando era vivo, interrompeva i suoi giochi per correre ad abbracciarlo. Alcuni spiritisti avanzarono l’ipotesi che il fantasma del bambino, per amore del padre, rifiutasse di passare dall’altra parte.

L’incontro dei coniugi Lincoln con lo spiritismo risale probabilmente al periodo successivo alla morte di Willie; anche il declino verso l’instabilità mentale di Mary Todd, dovuta al devastante dolore per la perdita del figlio, può avere spinto la coppia a voler sollevare il “velo sottile” che separa i vivi e i morti. Nettie Colburn Maynard era una medium amica di Mary, ed è probabile che lo stesso Lincoln la conoscesse. Molti ricordano un aneddoto risalente al 1863 quando, durante una seduta spiritica, un pianoforte appartenente a Nettie Maynard iniziò a levitare; Lincoln e il colonnello Simon Kase cercarono di riportarlo a terra saltandogli sopra, col risultato che l’ingombrante oggetto iniziò a tremare e a scuotersi così forte da costringere i due uomini a scendere. Lincoln, più tardi, definì quella levitazione come “la prova di un potere invisibile”.

Nettie Colburn Maynard.

Sempre nel 1863 e sempre con Nettie Maynard a fare da medium, Lincoln parlò con uno spirito, tale Dr. Bamford, che sembrava essere ben informato della situazione delle truppe al fronte, delle quali fece un’accurata descrizione. Lincoln chiese allo spirito cosa avrebbe fatto nella sua situazione, e il Dr. Bamford gli suggerì una visita informale al fronte con la moglie, per parlare con gli uomini, ascoltarne le storie e i reclami: questo avrebbe alzato il morale delle truppe, che avrebbero riposto completamente in Lincoln la loro fiducia. Il fatto di seguire il consiglio dello spirito, in un momento critico della guerra, costellata di vittorie avversarie, è da molti indicato come il momento di svolta della guerra di Secessione.

E’ documentato un altro episodio che rivela la familiarità di Lincoln con visioni e premonizioni: una notte il Presidente si fiondò nell’ufficio del telegrafo del Dipartimento della Guerra in preda al panico e ordinò all’operatore di mettersi in contatto con i comandanti dell’Unione. Era convinto che i soldati Confederati avrebbero presto messo in atto un assalto. Quando l’operatore gli chiese come avesse fatto ad avere quell’informazione, pare che Lincoln rispose: “Dio mio, io l’ho visto!”

Mary Todd Lincoln.

Molti spiritisti vicini al Presidente sentivano che la sua fine era segnata. Nettie Maynard gli parlò di “ombre nere sulla sua testa” e rispose “verrò, se sarete ancora tra noi” a un invito di Lincoln per l’autunno seguente.  Verso la fine della sua vita, le lettere provenienti da spiritisti di tutto il Paese che lo avvertivano della fine imminente diventarono sempre più frequenti.

Lincoln morì il 15 Aprile 1665 in seguito a un colpo di arma da fuoco sparato da John Wilkes Booth, attore e spia al servizio dei Confederati.

Il convoglio che portò il corpo di Lincoln da Washington a Springfield.

Da qui in poi, la morte del sedicesimo Presidente degli Stati Uniti entra nel regno del paranormale: contro i desideri di Mary Todd, venne organizzato un convoglio ferroviario che avrebbe portato il feretro di Lincoln attraverso città grandi e piccole, in modo che i cittadini potessero porgergli un ultimo saluto. Il treno partì da Washington D.C. il 21 Aprile per finire il “tour” a Springfield, Illinois, il 3 Maggio, ma furono aggiunte molte tappe per permettere al maggior numero di persone di dare un’ultima occhiata al grande leader. A bordo c’erano un becchino e un imbalsamatore, il cui solo compito era conservare il corpo di Lincoln, che non era imbalsamato, il più a lungo possibile: per questo, quando il viaggio cominciò, il cadavere fu ricoperto di ghiaccio. Le fermate si fecero più frequenti anche per consentire a sei persone addette allo scopo di deporre fiori freschi e ghirlande intorno alla cassa, in modo da mascherare l’odore di decomposizione. Sul treno si trovavano anche un picchetto d’onore e 300 persone in lutto, oltre alla bara del piccolo Willie, esumato per poter essere seppellito a Springfield insieme al padre. Per il 2 Maggio, il cadavere era così malridotto che le folle ne erano spaventate ma, per fortuna, il corpo di Lincoln arrivò a destinazione il 3 Maggio e fu seppellito.

Il treno fantasma di Lincoln in un disegno di Madame Talbot.

Da quel momento, ogni anno, a fine Aprile, le persone che abitavano sul passaggio originale del convoglio iniziarono a raccontare di un treno spettrale che avanzava silenzioso lungo le rotaie. Secondo le testimonianze, anche molto recenti, il treno emette una tenue luce azzurrina e non produce alcun rumore. Il treno trasporterebbe una banda composta di scheletri abbigliati in uniformi dell’Unione, impegnati a suonare una musica che nessuno può sentire. Sul secondo vagone si trova la bara del Presidente, circondata da un picchetto d’onore formato da scheletri in uniformi sia dell’Unione che dei Confederati. Non importa quanto faccia freddo: al passaggio del treno l’aria intorno ai binari diventa calda e immobile; gli orologi si fermano per sei minuti e tutti i treni viaggiano con un ritardo di sei minuti. I passaggi a livello impazziscono e si alzano come per far passare un convoglio invisibile. Se il treno fantasma ne incrocia uno reale, quest’ultimo scompare dentro il primo e il suo sferragliare diventa silenzioso. Secondo alcune versioni, i treni sono due: uno traina numerose carrozze, tutte drappeggiate di nero, tra cui una da cui esce della musica funebre. Il secondo traina una sola carrozza scoperta che mostra la bara di Lincoln.

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LAURIE LIPTON – NOSTRA SIGNORA DEGLI SCHELETRI

“Il mio desiderio è sempre stato quello di riuscire a fare  con la matita qualcosa che mai nessuno avesse visto prima.”

Laurie Lipton

Laurie Lipton.

L’ “insano modo di disegnare” di Laurie Lipton, come lei stessa lo descrive, ha conquistato il mio cuore fin dal primo disegno su cui ho posato gli occhi. Sono una fanatica dei dettagli, del maniacale, della precisione quasi border line nell’arte  e i suoi disegni a matita, creati da migliaia di trattini sottilissimi e sovrapposti per creare ombre, profondità e impalpabili effetti di luce riportano l’immagine di un mondo in continuo dialogo con la morte, la pazzia, la memoria e i fantasmi che, come dice l’artista, le aprono “un infinito ventaglio di possibilità”.

“Los paragueros”

“Family Reunion”

“Empress of death”

Laurie Lipton è newyorkese ma ha esposto e abitato in tutta Europa; la passione per il disegno l’ha catturata e mai più lasciata da quando aveva quattro anni. Laureatasi in Belle Arti alla Carnegie-Mellon University, in Pennsylvania, Laurie ricorda così i suoi anni formativi: “Nella mia università erano considerati degni di attenzione solo gli artisti concettuali e astratti, per cui piantai in asso i corsi e cominciai a trascorrere le mie giornate in biblioteca, esercitandomi a copiare artisti come Durer, Memling e Van Eyck. Per questo posso dire di essere un’autodidatta, nonostante abbia frequentato una delle migliori università negli Stati Uniti. Il mio strano modo di disegnare mi costringe a lunghe sessioni di lavoro, ma mi permette di ottenere lo stesso livello di luminosità dei pittori Fiamminghi del Rinascimento”.

“Portrait of the artist as a young bitch”

“Death of romance”

Proprio i Fiamminghi sono la maggiore fonte di ispirazione dell’artista, insieme a Goya, Rembrandt, Diane Arbus, il cui uso del bianco e nero, come spiega Laurie, “mi colpì dritto al centro del mio Essere. Il bianco e nero è il colore delle vecchie fotografie, dei vecchi show TV…è il colore dei fantasmi, del desiderio, del tempo che passa, della memoria, della pazzia. Il bianco e nero soffre. Per questo è perfetto nell’ambito del mio lavoro”.

“The umpteenth anniversary”

“Bone china”

La sua arte lascia sbigottiti e affascinati, disgustati e conquistati. Non si smette mai di ammirare un suo disegno e gli occhi non si stancano mai di scoprire le intricate ma cristalline linee che lo compongono. Le opere che preferisco sono quelle in cui gli scheletri, vero e proprio marchio di fabbrica di Laurie, appaiono più vivi degli stessi viventi, o sembrano aspettarli al varco, come se i reami di vita e morte si fondessero in un unico alone di luce.  Ciò che mi piace di Laurie è anche il macabro sense of humor che infonde nei titoli dei suoi disegni, atti a svelare le nostre fantasie morbose, i terrori che cerchiamo di dissimulare nella luce rassicurante del giorno, la paura della morte e del decadimento fisico.

“The unspeakable dinner party”

“Sisters”