DOROTHY ARNOLD: L’EREDITIERA SCOMPARSA

Ho sempre trovato molto intriganti le sparizioni inspiegabili: uomini che escono di casa per andare alla partita e non fanno più ritorno; bambini rapiti, scambiati e mai ritrovati; donne che sembrano entrare in una dimensione parallela durante una normale passeggiata nel parco.

Proprio questo sembra essere successo a Dorothy Arnold, ricca e bella ereditiera figlia di Francis Arnold, magnate dei profumi. A riprova del fatto che, anche a inizio secolo, quando succedeva un fatto inspiegabile nessuno aveva visto né sentito alcunché, Dorothy scomparve il 12 Dicembre 1912 senza che nessuno si accorgesse di niente.

Giovane, amante della vita mondana, appartenente a una delle migliori famiglie di New York, Dorothy era uscita di casa per acquistare un nuovo vestito da indossare al debutto in società  della sorella. Essendo un personaggio conosciuto, è facile tracciare il suo percorso attraverso le testimonianze degli amici che quella mattina la incrociarono: comprò una scatola di cioccolatini che fece mettere sul suo conto da Park and Tilford’s ed entrò un negozio di libri sulla Ventisettesimastrada, ma non raggiunse mai la Quinta Strada, dove avrebbe dovuto comperare il nuovo abito. Elegantissima come sempre, indossava un abito blu, un lungo cappotto dello stesso colore, un cappellino di velluto nero ornato da una spilla e orecchini di lapislazzuli.

Secondo le testimonianze sembrava serena e di ottimo umore e non c’era nulla di strano nel suo comportamento. Ironicamente, proprio l’appartenere a una della famiglie “bene” di New York si ritorse contro di lei: per evitare pubblicità indesiderata, gli Arnold non si rivolsero alla polizia, ma a un’agenzia investigativa, la Pinkerton Detective Agency, e a un amico di famiglia molto  vicino a Dorothy, John S. Keith. Questi sforzi combinati non portarono a niente, così come le ispezioni di ospedali, obitori e carceri condotte all’insegna della totale discrezione.

Dovettero passare sei settimane prima che i genitori di Dorothy si decidessero a rivolgersi alla polizia e alla stampa, alla quale il signor Arnold comunicò la sua personale teoria: sua figlia era stata attaccata in Central Park e gettata senza vita nel serbatoio idrico del parco. Un’altra alternativa, forse la più temuta dalla famiglia, era che la ragazza fosse fuggita con George Griscom Jr.

In un attimo i giornali lo rintracciarono e vennero a sapere tutto quello che la famiglia Arnold aveva fatto così fatica a nascondere: la ragazza era già fuggita con questo poco avvenente signore di 40 anni alcuni mesi prima, e con lui aveva trascorso un’intensa settimana d’amore a Boston. Al momento della scomparsa di Dorothy, però, l’uomo si trovava a Napoli e da lì fece sapere di non avere alcuna informazione riguardo la misteriosa scomparsa. Nonostante questo, l’uomo continuò a spendere denaro nelle ricerche e nella ciclica pubblicazione sui giornali di  annunci che imploravano Dorothy di tornare a casa. Curiosità verso un mistero inspiegabile? Senso di colpa? Tentativo di scagionarsi da un omicidio commesso? Anche un’informazione da lui fornita, cioè che Dorothy fosse depressa per il rifiuto di un racconto da lei scritto da parte di una rivista, appare poco credibile.

George Griscom Jr.

Da quel momento, le ipotesi sulla scomparsa di Dorothy Arnold si sprecarono: ci fu chi suggerì che, incinta di Griscom, fosse stata spedita in Svizzera dalla famiglia per evitare lo scandalo; alcuni sussurrarono che fosse morta sul tavolo operatorio durante un aborto clandestino. Molti giurarono di averla vista passeggiare in mille città americane ma nessun avvistamento si dimostrò mai veritiero.

Un articolo pubblicato dal New York Times il 9 Aprile 1921 dichiarava il mistero risolto: il Capitano della Polizia John Ayers , capo dell’ufficio Persone scomparse, annunciò che il caso poteva considerarsi chiuso ma, curiosamente, rifiutò di rivelare se la ragazza fosse viva o morta. John S. Keith e la famiglia negarono decisamente che ci fossero sviluppi significativi, né che la vicenda fosse in qualche modo conclusa. La polizia sapeva davvero qualcosa? La famiglia Arnold aveva interesse a mantenere aperto il mistero? Francis Arnold, ancora persuaso della morte della figlia, morì nel 1922; la moglie lo seguì nel 1928. Finora, nessuno ha saputo gettare luce sul mistero Dorothy Arnold.